La pasta fa ingrassare? Ecco come mangiarla per dimagrire

La pasta no, non fa ingrassare. Ha un indice glicemico medio, perciò non è catalogabile tra gli alimenti ad alto indice glicemico (che non fanno per forza ingrassare, dipende dalle quantità) ma questa fobia della pasta ci viene dritta dritta dall’America: tra mode low-carb e paura del glutine, la pasta che è una delle colonne portanti della nostra dieta mediterranea è spesso tirata in ballo come alimento da limitare, o evitare.


E invece, uno studio tutto italiano, del dipartimento di epidemiologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) e pubblicato sulla rivista scientifica “Nutrition and Diabetes, sdogana la pasta come cibo che ingrassa e sta facendo il giro del mondo. I ricercatori hanno analizzato la percentuale di massa corporea e la circonferenza vita di un campione di oltre 14mila persone (molisane) e di altre 8mila nel resto d’Italia, in due valutazioni separate. Le persone che mangiavano più pasta avevano anche un BMI inferiore e una circonferenza di vita e fianchi inferiore. Lo studio è durato circa cinque anni.

Ma come e quanto mangiarne per dimagrire? La pasta va mangiata al dente perché sia non solo più digeribile, ma anche a medio indice glicemico: chi sta a dieta può mangiarne dai 55 grammi (donne) ai 70 grammi (uomini), ovvero mangiarne fino al dieci per cento del fabbisogno giornaliero. Condendola con sughi semplici o verdure e olio extravergine di oliva per non alzare il carico glicemico. Chi è ligio al concetto di indice glicemico può scegliere una pasta di semola di grano duro lunga, come spaghetti o linguine. Viceversa, più il formato si accorcia più l’indice glicemico si alza.