Consumo di sale, metabolismo e perdita di peso

SaltUno studio interessante getta una nuova luce sul consumo di sale nella nostra dieta: come sappiamo, il sale è un po’ un argomento controverso. Normalmente si consiglia di non esagerare con il sale, e anzi, di mangiare praticamente senza sale o con pochissimo sale per evitare la ritenzione di liquidi, combattere l’invecchiamento cellulare, evitare i rischi di salute cardiovascolare e di altre patologie. Tutti d’accordo? Non così in fretta.
Sembra infatti che il sale sia vittima di un ennesimo grosso fraintendimento dopo quello dei cibi che contengono colesterolo e che secondo le vecchie raccomandazioni causavano il colesterolo alto: dopo aver scoperto che mangiare uova non causa l’ipercolesterolemia, il ruolo nel sale della nostra dieta potrebbe essere l’altro grosso ripensamento della medicina ufficiale. Già negli scorsi anni c’erano state varie puntualizzazioni in cui si tornava a pensare al sale come a un elemento fondamentale per la salute del nostro metabolismo, per una digestione più efficiente e persino per alzare le difese immunitarie. Vediamone alcuni:
– nel 2013 una commissione speciale promossa dall’Institute of Medicine at the behest of the Centers for Disease Control and Prevention stabilisce che non c’è alcun bisogno di andare al di sotto dei 2,300 milligrammi di sale procapite giornaliero, quindi 2, 3 grammi (l’equivalente di mezzo cucchiaino).
–  le popolazioni con apporti di sale inferiori al grammo giornaliero hanno un maggiore rischio di morte prematura, laddove quelle popolazioni prese spesso a esempio per la minima pressione del sangue riferita a un basso consumo di sale, possono secondo gli stessi ricercatori, aver avuto altre cause che hanno contribuito a una bassa pressione del sangue, e che non riguardano affatto il sale. Qui sono elencati molti altri studi in cui al minimo consumo di sale non sono associati i benefici per la salute che invece tutti supponiamo. 

E ora arriviamo al nuovo studio, per cui, con sommo sgomento, un gruppo di ricercatori ha notato che un maggiore consumo di sale associato a una dieta con alto contenuto di grassi ha difeso dall’accumulo di peso un gruppo di topolini, mentre consumi inferiori, a parità di calorie e grassi, li hanno fatti ingrassare. Secondo i ricercatori, il sale promuove la digestione dei grassi e in generale una buona funzionalità digestiva. Il che, dal canto loro, non significa promuovere un maggior consumo di sale, ma di considerare con più cautela una dieta estremamente iposodica.
Insomma, se siete di quelli che hanno deciso di abolire il sale perché il cibo è già salato di suo, forse considererete un pizzico di sale integrale in più nella vostra dieta.

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