Contare le calorie? Potrebbe non essere una buona idea

Ho iniziato a contare le calorie a nove anni. All’epoca internet c’era ma non era alla portata di tutti. Mentre oggi abbiamo le app e dei siti che hanno un database di cibi con le calorie, io avevo una lista di cibi con le calorie che mia madre aveva avuto dal medico. Da allora, conosco tutte le calorie dei cibi, grossomodo.
E questa cosa ha segnato per sempre la mia vita. In peggio.

Contare le calorie potrebbe non essere una buona idea. E non è necessario per dimagrire.
E in questo articolo ti spiego perché.

1) Il nostro corpo non ragiona in termini di calorie, ma di nutrienti dei cibi e ovviamente, di energia. Dunque da un lato, se conti le calorie, sai quanta energia avrà a disposizione il tuo corpo, quanta benzina gli dai insomma. E tutti sanno che per dimagrire devi introdurre meno energia di quanta ne spendi.

Qui sta il primo problema. Tu non sai davvero quanta energia spendi ogni giorno.
Esistono delle formule che, tenendo conto di peso, altezza, sesso, e una cosa chiamata livello di attività giornaliera (LAF) dovrebbero stabilire quanta energia in termini di calorie ti serve per rimanere normopeso. Peccato che sono formule basate su una media statistica… e tu non sei una formula.

Alcune delle formule che trovi in rete hanno dei vecchi coefficienti per il livello di attività giornaliera (1,2 per chi è sedentario), quindi se anche le utilizzi ti daranno sempre un numero probabilmente inferiore alle calorie che effettivamente ti servono per vivere in salute.

2) L’unico modo per sapere con esattezza quante calorie bruci ogni giorno è farti una vacanza in una camera metabolica. Una specie di stanza collegata a dei macchinari in cui dei medici ti dicono quando dormire, quando allenarti e quando mangiare, e poi registrano il tuo respiro, analizzano la tua urina e il tuo battito cardiaco.
Di camere metaboliche ce ne sono solo una trentina in tutto il mondo.

La maggior parte delle persone che entra in una camera metabolica racconta la stessa cosa. Mangia di meno di quanto i medici dicono che dovrebbe mangiare, eppure non perde peso. Perché, se mangiano di meno, non perdono peso?

Tu hai un metabolismo per cui, se mangi meno, il corpo cercherà di risparmiare energia, ma non è solo una questione momentanea, voglio dire che una volta che hai ridotto le calorie, il tuo corpo diventerà sempre più efficiente, negli anni, a risparmiare energia. 

Il nostro sistema immunitario funziona in due maniere complementari: una parte di questo sistema ha una memoria, un’altra è innata e non ce l’ha. Se ti fai un taglio il corpo non penserà: “ok, questa cosa le è già successa nel 1987, nel 1993, nel 1998, nel 2005, nel 2013”, no. Agirà ogni volta come se fosse la prima volta.

Accade così anche per una situazione stressante improvvisa. Ma non per uno stress cronico, programmato, quotidiano, come è contare le calorie. In quel caso è coinvolta anche la tua parte di sistema immunitario adattiva, quella che ha una memoria. E cosa succede? Per una certa misura si verifica una immuno-soppressione. E questo vuol dire un cambiamento metabolico.

Sì, so che dirai.
Va be’, ma contare le calorie non è stressante!
Contare le calorie ti costringe a fare un’operazione matematica per ogni cibo che ingerisci. Ogni giorno, per ogni cosa ti metti in bocca. Moltiplicalo per tutti gli anni in cui lo fai. Considera il panico che provi quando esci fuori a mangiare e non sai esattamente quante calorie stai assumendo. O durante le feste. O quando qualcuno ti offre qualcosa.

Inoltre, contare le calorie ti costringe a una insopportabile, angosciosa routine del cibo. Lo devi pesare, lo devi preparare, devi organizzarti per mangiare quel tanto e non di più. E se hai fame? Ti tieni la fame e quindi il tuo corpo a maggior ragione penserà ossessivamente al cibo.
Anche quando ormai contare le calorie è diventato naturale per te, per il tuo corpo non lo è mai.

3) Se contare le calorie fosse indispensabile, come mai chi viveva prima di noi riusciva a vivere comunque?
In passato erano tutti meno grassi di quanto siamo adesso.

Eh ma non avevano i fast food e i supermercati.
Sì, è vero, ma ogni epoca aveva le sue leccornie, tranne che durante le guerre e le pestilenze.
E non è che tutti zappassero la terra o lavorassero quattordici ore in fabbrica.
I dottori Rowbotham e Clayton hanno analizzato il consumo calorico degli uomini e delle donne che vivevano in epoca vittoriana, cioè dagli anni trenta del 1800 fino al 1900.
Secondo i loro studi, le donne mangiavano circa 3000 calorie al giorno, gli uomini 4000/5000.
L’attività fisica e lavorativa non era in media maggiore di adesso.

Negli anni Quaranta, Ancel Keys condusse un famoso esperimento in cui tenne a stecchetto un gruppo di volontari magri o normopeso. Prima misurò quante calorie dovevano assumere per stare nel loro peso, e risultò che più o meno in media mangiavano 3400/4000 calorie.

4) Oggi agli uomini viene detto di mangiare circa 2500 calorie, alle donne 2000 per evitare stati di denutrizione.
Ma le calorie non c’entrano. Oggi, le persone sono più grasse rispetto a chi era adulto negli anni Ottanta, a parità di calorie consumate e stessa attività fisica.
Dunque il problema non solo le calorie. Se fosse quello il problema, l’avremmo già risolto.
Semmai, contare le calorie ha aggravato il problema.

Senza andare troppo lontano, negli anni Ottanta e agli inizi degli anni Novanta poche persone contavano le calorie. Oggi lo fanno tutti. Ma a dispetto di questa forma di controllo, sono più grassi, e non mangiano più di dieci anni fa.
Nel nord America nel 2011 mangiavano cento calorie in più del 2016, e per il 2022 si stima che ne mangeranno 150 in meno, per un totale di 3400 calorie pro capite. Diciamo quanto i Vittoriani o gli uomini studiati da Keys.
Però siamo più grassi.

5) Contare le calorie è facile, e infatti a meno di non barare, tutti lo sanno fare. La maggior parte del business delle diete si basa sulle calorie. Quasi tutte le diete dimagranti usano il sistema delle calorie.
In alcuni casi non lo dicono. Sanno che per le persone contare le calorie è uno stress, quindi eliminano certi cibi o impongono altre regole che portano allo stesso risultato. Introdurre meno calorie. Mangiare meno. E muoversi di più.

A dispetto del fatto che oggi trovi i valori nutrizionali pure sulla confezione dei rotoli di carta igienica, ti verranno a dire che le persone non sono accurate nel misurare le calorie, sottostimando quanto mangiano.

Ma questa è una supposizione, basata su studi che utilizzano dei questionari.
In sostanza, con i questionari si chiede alla gente: ti ricordi cosa hai mangiato ieri? E due giorni fa? E sette giorni fa?
E dalle loro risposte tentano di capire quante calorie hanno mangiato.
Non è proprio il massimo del metodo scientifico. Io neanche mi ricordo cosa ho mangiato ieri. E quanto.

6) Le persone che non contano e non hanno mai contato le calorie, sanno regolarsi con il cibo meglio di chi conta le calorie ma è sovrappeso. Gli animali non contano le calorie. Né i bambini. Sia negli animali che nei bambini si osserva lo stesso modo spontaneo e istintivo di alimentarsi secondo il proprio senso della fame.

Cosa che viene meno quando conti le calorie. Se non hai fame mangi lo stesso, se hai più fame non mangi, quindi nel tuo corpo si forma l’ossessione che devi mangiare. E’ come se ti dicesse tutto il tempo: ho fame, ho fame, ho fame, ho fame.

Puoi anche provare a fare altro, ma questo bisogno rimane latente in te. E causa stress.
Logico che poi ti abbuffi, o hai voglia di farlo, o hai fame stranamente solo di biscotti e merendine o pizza e ti cucini delle versioni salutari pur di soddisfare quel bisogno. Peccato che questo non accadrà mai.

7) Se conti le calorie, per te tutti i cibi si riducono alle calorie.
Magari vuoi un pezzo di formaggio o un pezzo di cioccolata, e lo vuoi non solo per un capriccio, ma perché attraverso certe voglie il tuo corpo tenta disperatamente di dirti che ha bisogno di quella energia e di quei nutrienti.
E tu che fai? Lo tieni a bada con dei fiocchi di latte scremato.
Con un cucchiaino di cacao sciolto in un cucchiaio di acqua e con qualche goccia di dolcificante con cui farcirai il tuo  pancake agli albumi. Aggiungi così danno al danno.

8) Il problema di contare le calorie è quello di manipolare un meccanismo di autoregolazione innato del tuo corpo. Se smetti di contare le calorie, dai una chance al tuo corpo ti tornare a padroneggiare quel meccanismo.
Ci vorrà un po’, visto che in anni di regolamentazioni assurde non puoi aspettarti che basti un giorno per risolvere il problema, ma esistono molte tecniche per tornare a quello stato, per imparare a sentire i segnali di fame e sazietà naturali, e non quelli indotti dalla dieta che ti sei imposto. Ne ho parlato in questi video che ho postato anche su facebook.

Fonti
Il concetto delle calorie è una soluzione reale contro l’obesità?
Come la mentalità di contare le calorie può danneggiare la salute pubblica. 
La restrizione calorica porta a ingrassare
Ragioni scientifiche per cui la restrizione calorica è fallace
La riduzione calorica aumenta la longevità?

Stima del cibo e delle calorie: errori nei questionari dei pazienti obesi
https://health.spectator.co.uk/dont-dismiss-the-data-a-fatter-britain-really-is-consuming-fewer-calories/
Dieta nell’epoca vittoriana
Why it was easier to be skinny in the 1980s

Fat: the New Health Paradigm
The Pandemic of Obesity
Apprendimento, memoria e sistema immunitario

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