Dieta mediterranea cosa mangiare per dimagrire?

Siamo ancora il Paese della dieta mediterranea? E perché in tanti sono sfiduciati dalla dieta mediterranea, così da abbandonarla per diete diverse? Insomma, quali sono le cattive abitudini che ci stanno allontanando dalla dieta mediterranea così come era stata proposta da Ancel Keys?
Ecco alcune cose che forse possono aiutarvi a capire di più sulla dieta mediterranea, e su cosa mangiare per dimagrire senza cambiare approccio alimentare.
Se non sei interessato all’approfondimento, vai a pagina due.

DIETA MEDITERRANEA COSA ERA SECONDO KEYS

Innanzitutto, Ancel Keys, che per primo formulò l’idea che i Paesi del Mediterraneo stavano meglio degli altri Paesi occidentali in termini di salute, peso corporeo e longevità, era un sostenitore di una dieta con un apporto limitato di grassi saturi e un apporto pari a zero di grassi trans. E una dieta il più possibile naturale.
E considerate che Keys è vissuto fino a cento anni, sua moglie fino a 95. Entrambi adottarono quelli che per Keys erano i principi della dieta mediterranea, che senza di lui con ogni probabilità non sarebbe esistita.
Le sue osservazioni furono fatte in base a quello che lui vide viaggiando e vivendo temporaneamente in vari posti dell’Europa, tra cui Pioppi.

GLI STUDI DI KEYS SONO STATI FRAINTESI?

Di recente è uscito un white paper che ha analizzato i risultati di Keys e li ha confrontati con la dieta mediterranea come la conosciamo noi (per chi mastica l’inglese, sta qui).

Nel white paper si legge per esempio che Keys non escluse la Francia dalle sue osservazioni perché sapeva che i francesi mangiavano formaggi e patè e gli avrebbero sballato i risultati.
La Francia come la Svezia e la Spagna rifiutarono di partecipare allo studio.
Il paradosso francese (come mai i francesi mangiano tanti grassi e sono magri?) è una ipotesi degli anni Ottanta. Negli anni Cinquanta i francesi facevano la fame come noi, perché uscivano dalla guerra come noi.
I loro tassi di rischio cardiovascolare non sono mai stati analizzati come in altri Paesi per un problema di dati, non perché non avessero infarto o pressione alta.
E adesso, ingrassano come gli altri paesi occidentali. 

Inoltre Keys diceva di ridurre i grassi, in particolar modo saturi e trans più di tutti, ma non ha mai detto di mangiare a zero grassi.

In sostanza, quello che Keys intendeva per dieta mediterranea era questo.

1) Mangiare più frutta e verdura, più legumi, più cereali integrali o tuberi. Questi erano la base della dieta.
2) Ridurre carne rossa e prodotti lavorati della carne a un consumo occasionale, preferendo pollame, pesce e legumi.
3) Limitare i grassi al consumo di olio di oliva, essenzialmente, e magari qualche noce.
4) Preferire latticini e formaggi magri nel consumo quotidiano.
5) Rilegare i “dolci” a un consumo molto sporadico.

Ora, quello che noi intendiamo per dieta mediterranea invece è questo.
1) Prodotti industriali a base di carboidrati: biscotti, snack, crackers e via dicendo.
2) Pizza, lasagne, crocchette, dolci e dolciumi, panini, insaccati, barrette, fritti, polpette, pasti pronti: Keys queste cose non le vedeva neanche con il binocolo. Anzi, quando tornò in Campania e vide la gente mangiare pizza e fritti e andare al ristorante, storse il naso e disse che la dieta stava cambiando in peggio.
Chissà che direbbe ora.

Per capirci. Non ho nulla contro la pizza.
Anzi, la faccio in casa con lunga lievitazione di 36 ore una volta a settimana.

Ma se la pizza viene dopo una settimana in cui a casa abbiamo già mangiato panini con sottilette, salame, fritture, dolci che non sono solo rilegati alla domenica ma ormai sostituiscono la frutta, be’, questa non è dieta mediterranea manco per niente. Un conto è lo sfizio. Ben altro è quando la nostra dispensa e il nostro frigorifero sono belli zeppi di queste cose.
Possiamo dire di fare la dieta mediterranea?
Ecco, no.
Ma neanche lontanamente.
E’ vero che anche all’epoca dei nostri nonni o bisnonni si mangiava il maiale, la pasta ripiena, si mangiavano i timballi e i dolci. Ma con quanta frequenza?
Anche i periodi di festa erano seguiti o preceduti da periodi di limitazioni alimentari di vario tipo.
Vuoi per problemi agricoli o di reperibilità di cibo, vuoi per motivi religiosi.
Ma adesso chi osserva queste limitazioni? Nessuno.

Quindi il problema non è che la Dukan o la Paleo o altri regimi dietetici sono migliori della dieta mediterranea.
E neanche i grassi saturi sono il problema.

Il problema è che noi la dieta mediterranea la facciamo male.
Ora che vi ho fatto l’analisi e lo spiegone, vediamo cosa mangiare per stare in salute con la dieta mediterranea.
(SEGUE A PAGINA DUE).

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