Disbiosi intestinale: dieta e cura

Che cos’è la disbiosi intestinale?
Si tratta di uno squilibrio dei batteri che compongono la nostra flora batterica intestinale, ovvero di una predominanza di alcune colonie batteriche a scapito di altre, che causa una moltitudine di sintomi: dai cosiddetti sintomi di malassorbimento intestinale, a problemi anche gravi di regolarità (stipsi, coliche, e persino alternanza di periodi di stipsi grave con coliche frequenti), fino a pancia gonfia, stress, senso di stanchezza, dolore addominale, herpes frequente, sensazione di non poter digerire più nulla.

A questi sintomi se ne possono aggiungere altri, per esempio intolleranze alimentari e insorgenza di malattie che sono correlate a un cattivo stato della flora batterica. Infatti la disbiosi intestinale fa sì che non soltanto si crei uno squilibrio della flora batterica, ma anche uno squilibrio di tipo enzimatico, che causa quindi problemi ad assimilare correttamente il cibo, e nelle donne crea una maggiore ricorrenza di disturbi quali la candida, la cistite.
Mangiare semplicemente più frutta e verdura e assumere probiotici senza essere andati a fondo del problema, o mangiare cibi carichi di fibre, può persino peggiorare la situazione, causando un eccesso di fermentazione intestinale che aggrava i sintomi anziché alleviarli.  

Innanzitutto, se si sospetta una disbiosi intestinale, come comportarsi?
La prima cosa è sottoporsi a un test per verificare la disbiosi intestinale, test che tuttavia non è molto attendibile, ovvero non può confermare con efficacia la presenza di una disbiosi. Il più accreditato resta comunque il TEST DYSBIO CHECK, che si basa sull’analisi delle urine, e che si può richiedere in farmacia o in alcuni laboratori di analisi (il costo si attesta sui 30-50 euro), dopo averne parlato con il medico. A seconda dei risultati di quest’analisi che attestano i valori di due metaboliti del triptofano (indicano e scatolo), il paziente può soffrire di disbiosi intestinale al colon, all’intestino crasso o a entrambe, ma sarà il medico, dopo aver escluso la presenza di altre patologie, a poter confermare questa diagnosi.
In commercio esistono anche dei kit, spesso venduti all’estero, ma occorrerebbe comunque parlarne con il medico prima di affrontare una spesa in più.

Il primo trattamento è l’uso di un probiotico indicato, che sarà differente a seconda di dove si è creato il “disordine batterico” e dei valori che risultano dal test, unito a degli integratori di enzimi. Ecco perché sapere dove si concentra la disbiosi è importante, per far sì che si possa scegliere innanzitutto il giusto probiotico.
Dopo questo trattamento, vediamo le diete che sono consigliate per la disbiosi intestinale. (SEGUE A PAGINA DUE)

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