Fodmap, la dieta per sgonfiarsi

irritable-Bowel-SyndromeMoltissimi di voi mi stanno chiedendo la stessa cosa: che fare per la pancia gonfia? Una delle scoperte più rilevanti nell’ultimo anno è stata quella dei Fodmaps, una serie di cibi che hanno particolari catene di zuccheri (polioli, disaccaridi, oligosaccaridi e monosaccaridi fermentabili) che li rendono di difficile digestione. Di conseguenza, questi cibi hanno il difetto di rimanere per troppo tempo nell’intestino, provocando fermentazione intestinale, e conseguente gonfiore.
La dieta senza Fodmaps prevede l’eliminazione di tutti i questi cibi. Facile, direte voi, basta evitarli e siamo a posto. Ma l’inghippo sta proprio qua: i Fodmaps infatti sono tantissimi, per cui gli stessi ricercatori australiani sconsigliano di evitarli tutti. Considerate per esempio che quasi tutta la frutta è fodmaps, perché contiene fruttosio. Si rischia insomma di fare danno, soprattutto se facciamo la dieta per troppo tempo. Ma allora che cosa possiamo fare?
Una buona idea è la seguente: iniziare con una dieta a basso contenuto di cibi fodmaps per 6 settimane, sforzandosi però di farla più varia possibile, ovvero di mangiare la maggior parte dei cibi che non hanno fodmaps. Dopo le 2 settimane la pancia sarà sensibilmente più sgonfia, e potremmo adottare questi facili accorgimenti.
1) Mangiare la frutta  tra un pasto e l’altro, ma mai dopo pasto.
2) Integrare un alimento a contenuto moderato di fodmap (avocado, piselli, il resto della frutta e della verdura), per esempio per due giorni alla settimana NON consecutivi.
3) Integrare un alimento ad alto contenuto di fodmap una volta a settimana: legumi, per esempio, una volta a settimana. O latticini. Se la reazione è di eccessivo gonfiore (non mangiarne comunque troppo), l’alimento è da eliminare. 

Veniamo ora a quello che mi chiedete di più, uno schema della dieta (SEGUE A PAGINA 2)