Grassi nella dieta, una precisazione

E’ bello come basti il risultato di una ricerca scientifica a innestare un pericoloso meccanismo di pseudologiche, per cui se vi dicono che una cosa non fa male, ecco che vi abbuffate di quella specifica cosa. Tanto non fa male, no? Lo hanno detto i ricercatori. Ed ecco come la recente notizia, pubblicata su The Annals of Internal Medicine, per cui un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge avrebbe scoperto che i grassi saturi (quelli dei formaggi stagionati, delle carni rosse e dei salumi) non sono direttamente responsabili delle malattie cardiovascolari, avrebbe causato un effetto domino interessante, con notizie quali: sì a una dieta di carne e uova, torna di moda la dieta del cavernicolo, oppure, i grassi nella dieta non fanno male, parola degli scienziati, sono i carboidrati il demonio.

Se infatti è vero che i grassi saturi non sono responsabili dell’aumento del rischio di malattie cardiovascolari, il mio consiglio è sempre quello di variare la dieta, anche nei grassi, prediligendo i monoinsaturi come l’olio di oliva se abbiamo problemi di peso e salute.
E se i ricercatori hanno stabilito che non bisogna demonizzare i grassi saturi, nessuno ha smentito che una dieta troppo ricca di grassi, continuata ad libitum, possa avere ripercussioni sulla nostra salute. Anche una dieta senza grassi crea scompensi, ma è nella moderazione che ci salviamo. Insomma, va bene mangiare anche i grassi saturi, ma il vero nemico a tavola della nostra salute è uno solo: si chiama ECCESSO.

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