Integratori per il cuore: pochi i benefici

Oggi il consumo di integratori è cresciuto in modo esponenziale rispetto a venti ma anche solo a 10 anni fa. In commercio ci sono integratori di tutti i tipi, a iniziare da quelli di vitamine e sali minerali. Si stima che oltre il 50% della popolazione mondiale ne fa uso e abuso.
In questo articolo ci concentriamo sull’utilità degli integratori per il cuore.

INTEGRATORI: FUNZIONANO SOLO IN CASO DI CARENZA

Molte persone si affidano agli integratori senza neanche sapere se hanno effettivamente una carenza: nel dubbio, che male c’è a prendere una pasticca?

E’ sempre più economico che farsi gli esami del sangue, anche perché gli esami del sangue per cercare specifiche vitamine o sali minerali nel nostro organismo sono spesso costosi e non sono tutti coperti dal sistema sanitario nazionale, per cui li pagate di tasca vostra e a prezzo pieno.

Ma proprio se non sappiamo se abbiamo esigenza di un determinato integratore, a maggior ragione non dovremmo prenderlo, vi pare?

E invece moltissime persone assumono anche 5 integratori diversi al giorno.

Questo soprattutto accade per risolvere un problema di salute, più che una specifica carenza. Dunque io prendo un integratore, facciamo l’esempio, di antiossidanti per contrastare l’invecchiamento, senza sapere che se esagero con gli antiossidanti ottengo l’effetto opposto, di indebolire il sistema immunitario o di avere effetti collaterali (qui e qui degli studi).

Questo senza considerare gli additivi che vengono aggiunti, il fatto che di molti estratti secchi di erbe o funghi non si sanno ancora tutti gli effetti sull’organismo, che le dosi non sono personalizzate, che un conto è l’integratore di sintesi e l’altro è quello naturale.

Oggi un nuovo studio si concentra sugli effetti degli integratori per il cuore e la salute cardiovascolare.

Sono davvero utili a ridurre il rischio cardiovascolare?

Lo studio è stato condotto dal dottor Bruce Y. Lee, che conoscevo già da tempo perché si occupa da anni dello studio dei mitocondri in relazione allo stress e alla longevità. Il dottor Lee si è avvalso della cooperazione dei ricercatori dell’International Health Center della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health. E questo è il risultato delle loro ricerche sugli integratori per il cuore con l’analisi di 277 studi al riguardo.

INTEGRATORI PER IL CUORE E LA SALUTE CARDIOVASCOLARE.

  • La niacina (la più comune forma di vitamina B3), i generici multivitaminici dalla A alla Z, la vitamina B6, gli antiossidanti, la vitamina A e il ferro non offrono benefici per il cuore di nessun tipo.

Il dottor Lee spiega che questa cosa si applica anche ad altri integratori.
Gli studi di coorte, afferma, non fanno altro che guardare un campione di popolazione per certi periodi di tempo, mostrando associazioni e correlazioni tra il consumo di un prodotto e la salute di quel campione, ma non dimostrano un rapporto causa-effetto. Inoltre alcuni integratori, se assunti insieme, possono aumentare il rischio di problemi cardiovascolari: è il caso del binomio  calcio + vitamina D.

  • Acido folico e omega3 sono considerati positivamente anche nello studio ma con pochi margini di efficacia, ovvero sono non ci sono dati sufficienti a indicare che funzionino davvero, ma scarsi o a malapena sufficienti.
    Il dottor Lee afferma che è sempre meglio assumerli da fonti fresche, cioè dal cibo, e non per mezzo di integratori. Non esiste l’ingrediente magico che metterà a posto la nostra salute facendoci vivere più a lungo, ha dichiarato.
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