La dieta 80/20 (o strategia 80/20)

Da qualche tempo a questa parte, e di anno in anno sempre di più, sta accadendo che molti protocolli dietetici appannaggio di bodybuilder o atleti diventino di appannaggio comune, magari tra persone che non sanno cosa sia un bilanciere o che non amano particolarmente l’attività fisica: e così, mi scrivono persone che mi chiedono se stanno facendo bene a seguire la dieta metabolica di De Pasquale, parlandomi di carico e scarico dei carboidrati quando in generale non sanno neanche contarsi i macronutrienti giornalieri, con il risultato che semplicemente pasticciano; oppure persone che mi chiedono se secondo me (io che poi non essendo nutrizionista o dietologa ma semplicemente una blogger non posso dare consigli professionali) iniettarsi degli ormoni può farli dimagrire.
Come hanno sentito dire o visto fare eccetera.
Cioè: ma sul serio fate?

Ecco, è opportuno fare un distinguo. E questo distinguo lo si deve fare anche nel caso della cosiddetta dieta 80/20.
Che non è una dieta. Ma una strategia alimentare adottata spesso da chi fa la dieta flessibile o IIFYM: in genere uno sportivo.
Distinguiamo le ciclizzazioni dietetiche degli sportivi e alcune pratiche nutrizionali o alimentari più o meno drastiche da delle strategie che invece possono funzionare anche per noi comuni mortali. 
Copiare a paperella alcuni schemi alimentari senza essersi confrontati con un medico e senza conoscere come sono nati quelli schemi alimentari in generale non è un aiuto per dimagrire. Comprarsi un termogenico o altra sostanza perché la prendono alcuni atleti in fase di definizione non cambierà magicamente il nostro metabolismo di sedentari.

La strategia 80/20 di per sé non dice nulla, se non si guarda al contesto. Semplicemente, è una strategia per cui durante la giornata mangiamo per l’ottanta per cento del nostro fabbisogno in modo pulito (il senso di questo pulito è molto vasto, lo vedremo poi) e per il venti per cento del nostro fabbisogno in modo sporco, per esempio concedendoci un piccolo sgarro. Questo metodo, illustrato da Alan Aragon, è stato negli anni messo a punto anche da dietologi e nutrizionisti, come spiego qui. L’obiettivo è quello di rendere sostenibile la dieta ogni giorno, e sostanzialmente di mangiare salutare, senza poi ritrovarsi con fame nervosa, sogni proibiti con protagonista la parmigiana o un enorme bigné in frac,
I problemi sono tuttavia da non sottovalutare e dobbiamo conoscerli per applicare correttamente questa strategia che in effetti può essere efficace sia se stiamo facendo una dieta ipocalorica .
(SEGUE A PAGINA DUE)

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