La dieta dei carboidrati specifici per il malassorbimento intestinale

Malassorbimento intestinale o pseudo malassorbimento intestinale: un problema spesso non affrontato è quello del cosiddetto “leaky gut“, ovvero la sindrome dell’intestino gocciolante. Se le sue cause sono difficili da diagnosticare, si è comunque visto in numerosi studi che la sindrome del malassorbimento intestinale è frequente nelle persone celiache e intolleranti sia al lattosio che alle caseine, nelle persone che soffrono di patologie autoimmuni, nelle persone che soffrono di Helycobacter Pilori recidivante, e in persone che hanno problemi a livello di anemia, colite ulcerosa, deficit di calcio o di vitamina D, nefropatia, problemi dell’epidermide, fibrosi cistica e ovviamente disbiosi intestinale.

I sintomi digestivi se si soffre di malassorbimento intestinale portano a flatulenza, stipsi o coliche frequenti, spasmi addominali, eccessiva fermentazione dopo i pasti, spossatezza e carenze di vitamine e sali minerali. Proprio per l’eterogeneità dei sintomi, si parla di sindromi di malassorbimento intestinale, ma la caratteristica che li accomuna è simile: le sostanze che normalmente dovrebbero essere digerite dal nostro intestino passano attraverso la sua parete, che non è più permeabile a causa di un progressivo indebolimento e disfacimento dei villi intestinali. Questo scatena una serie di sintomi che non sono, come abbiamo visto, solo digestivi. Per diagnosticare correttamente il malassorbimento intestinale occorre fare diversi test, che prima lo identificano a livello clinico, e successivamente degli esami di approfondimento. I primi test (del sangue, delle urine, delle feci o il breath test) vanno a valutare come viene digerito un determinato alimento, o se esistono delle carenze caratteristiche del malassorbimento intestinale (vitamina A e D per esempio).

Le diete utili contro il malassorbimento intestinale che vi ho già citato sono il protocollo paleo autoimmune, la dieta GAPS (come approccio iniziale), la dieta Fodmap. Oggi vediamo un altro protocollo, simile a quello della paleo autoimmune, che fu messo a punto negli anni Venti del secolo scorso, e poi rivisto negli ultimi anni. Si chiama “La dieta dei carboidrati specifici“.

Messa a punto dai dottori Haas contro la sindrome celiaca e poi rivista dalla dottoressa Elaine Gottschal, è una dieta che prevede l’esclusione di cereali, dei falsi cereali, di grossa parte dei legumi (con qualche eccezione), dei prodotti confezionati, di latticini e latte (a parte dello yogurt fermentato da fare in casa), e dei formaggi su base giornaliera (vanno consumati in porzioni ridotte, a patto che siano stagionati o fermentati, occasionalmente) ma anche di tuberi e farine che contengono una base troppo elevata di amidi, dello zucchero, del malto, dei polioli, della stevia, delle gelatine, degli amidi e delle fecole, delle fibre insolubili come il konjac, il cacao, i semi oleaginosi (chia, lino, eccetera, almeno per i primi mesi), i tuberi e le radici, la birra, i platani e le banane.

Si possono consumare: frutta, la maggior parte della verdura, olio di oliva, burro, ghee, olio di cocco, erbe aromatiche e spezie, farine di frutta secca come farina di mandorle o nocciole o pistacchi, castagne e relativa farina, carne fresca, pesce fresco e pesce in scatola solo in olio di oliva, frutta secca con moderazione, vino con moderazione, il cocco e i suoi derivati, il caffè e il burro, arachidi, le uova, il miele, le olive, il latte di cocco o mandorla, le barbabietole, i legumi come le lenticchie, alcuni tipi di fagioli bianchi, i piselli secchi, a patto che siano tenuti a bagno non meno di 12 ore, in ammollo, con l’acqua cambiata di frequente, e cotti a lungo, eventualmente passati, i formaggi purché occasionali e stagionati.

Pur risultando restrittiva secondo la dieta occidentale moderna, la dieta dei carboidrati specifici si è rivelata molto utile contro le sindromi di malassorbimento intestinale, e può essere discussa con il medico o con un nutrizionista esperto di tali patologie per la regressione dei sintomi, e poi rivista in base alle esigenze specifiche del paziente.

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