La dieta della flora intestinale della dr.ssa Watson

Tutto parte dal libro della nutrizionista Brenda Watson, The Skinny Gut Diet (una cosa tipo: la dieta dell’intestino magro), che in italiano è uscito di recente con il titolo “Dimagrisci per sempre aiutando il tuo intestino” (Newton Compton edizioni) e da una riflessione attualissima sul legame tra dieta e peso corporeo con la flora intestinale batterica.

A far pensare che tra un uomo grasso e uno magro sia tutta una questione di diversa flora intestinale si è aggiunto un esperimento di laboratorio: un gruppo di ricercatori ha impiantato alcuni batteri della flora intestinale di un topo grasso nello stomaco di un topo magrissimo. A parità di dieta, cioè senza variare regime alimentare, il topo magrissimo è ingrassato di colpo. Insomma: chi digerisce meglio e ha una flora batterica migliore è anche più magro, secondo gli esperti. E secondo la nutrizionista Brenda Watson, che afferma che i crampi della fame, le voglie di zucchero o di cibi grassi dipendano tutti dalla nostra flora intestinale, che agisce come un secondo cervello, e ci fa mangiare per nutrire ora dei batteri, ora degli altri. Ognuno di noi, poi, ha una flora batterica diversa, ma la flora intestinale si può migliorare per permetterci di essere più magri. Come? Grazie alla dieta, diamine!
Non a caso da anni, nella categoria delle diete strambe ma che funzionano, troviamo la dieta probiotica, di cui ho già parlato qui.

Assumere ogni giorno i fermenti lattici va a rafforzare i batteri buoni della flora intestinale, così come una dieta ad alto contenuto di fibre. Le raccomandazioni per trasformare la nostra flora intestinale da quella di una persona grassa alla flora di una persona magra, e quindi perdere peso, sono sempre le stesse: no ai cibi raffinati e agli zuccheri, sì a carboidrati ad alto contenuto di fibre, ma sempre in un’ottica “low”, ovvero pochi carboidrati ma buoni, carboidrati a basso indice glicemico: quindi integrale, legumi, eccetera; tanta frutta e verdura. E poi: yogurt o bevande probiotiche da bere quotidianamente.

Secondo la Watson, più ci si alimenta in questo modo, meno si ha voglia dei cosiddetti cibi sbagliati: di dolci, di cibi di cattiva qualità, di carboidrati raffinati. Dobbiamo infatti pensare alla nostra flora intestinale come a un campo di battaglia: da una parte le fila dei batteri cattivi, che ci fanno ingrassare; dall’altra quelle dei batteri buoni. La flora intestinale è ottimale quando la battaglia è più o meno pari (o impari con leggera prevalenza dei batteri buoni: insomma, il cattivo non va mai eliminato del tutto ma tenuto molto sotto controllo): quando prevalgono i batteri cattivi, noi abbiamo effetti vari sulla salute, come allergie, candidosi, debolezza, voglia continua di dolci e zuccheri, fame nervosa, problemi intestinali di vario tipo, irregolarità, disturbi da malassorbimento. E sovrappeso.

Più nutriamo la flora intestinale buona, meno avremo problemi con quella cattiva, e funzioneremmo meglio.  Metabolismo più veloce, migliore digestione, alta regolarità intestinale, energia, scomparsa di crampi. 
Insomma, nella lotta contro i chili di troppo il fattore “gut” come dice la Watson è imprescindibile. Io consiglio di acquistare il suo libro per saperne di più.

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