La dieta di Ray Peat per la tiroide, versione semplificata

Ok, questo articolo interesserà solo me e i pochi altri che in Italia conoscono e seguono il lavoro di Ray Peat, a ogni modo lo scrivo lo stesso, visto che racchiude l’esito di tre giorni di documentazioni, oltre alla lettura di questo libro di Joey Lott, che in italiano suona come “Sopravvivere alla dieta di Ray Peat“.

Chi è il dottor Ray Peat? Ray Peat è un fisiologo americano specializzato da decenni in metabolismo e disturbi della tiroide, una voce fuori dal coro le cui idee, scritte a cavallo tra gli anni Settanta e i Novanta, hanno trovato poi largo consenso e sono state diffuse, rendendo il dottor Peat una specie di culto. Peat, infatti, ha scritto in numerosi articoli come il nemico numero uno della salute umana sia lo stress. Stress che deriva non solo da fattori ambientali che non possiamo controllare (il lavoro, la qualità della vita in generale), ma anche da situazioni di stress che noi creiamo al nostro corpo, e che peggiorano sia il nostro metabolismo che in particolare la nostra tiroide.
Tra le situazioni di stress controllabile, ci sono l’alimentazione e l’attività fisica.

Peat suggerisce infatti che sia il sale che lo zucchero siano fondamentali per ridurre lo stress nelle persone, che l’alimentazione ideale deve essere altamente digeribile: pochi carboidrati complessi, più frutta, poche fibre (soprattutto non mangiare verdure crude e bucce di frutta e verdura), eliminazione degli alimenti troppo ricchi di omega 6 (olii vegetali, margarine, noci e semi oleginosi, cereali integrali, germe e crusca), un maggior apporto proteico.

Dai suoi suggerimenti, è nata la dieta di Ray Peat, una dieta che tuttavia è piuttosto restrittiva. 
In pratica, bandisce cereali e legumi, noci, oli vegetali a parte olio di cocco e di oliva con moderazione, carni di pollo e maiale, parti troppo muscolari della carne, carne da allevamenti intensivi, verdura in forma cruda.

Premia invece latticini e formaggi (non nella forma scremata), uova (mai solo l’albume) carni e pesce stufati, accompagnati da parti grasse, succo d’arancia e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti, frutta esotica e matura o in alcuni casi cotta (come le mele), poca verdura mangiata cotta, tuberi di ogni tipo, funghi, crostacei e molluschi, cioccolato, cacao, caffè, zucchero (nella sua forma raffinata usata di tanto in tanto), miele e dolcificanti naturali, sale, olio di cocco, burro, olio di oliva e avocado con moderazione.
In particolare, Peat sconsiglia i cibi ricchi di ferro e triptofano. I carboidrati e le proteine vanno sempre mangiati insieme: le proteine non vanno mangiate da sole.
Se volessimo provare a fare la dieta di Ray Peat per la tiroide, senza però impazzire ed eliminare intere categorie di cibi, come dovremmo comportarci? Ecco cosa consiglio di fare: di provare questa versione semplificata, soprattutto se si hanno problemi di metabolismo lento e tiroide compromessa (ipotiroidismo). Per i più rigorosi, ecco qui  la versione della dieta ufficiale.
Si dimagrisce? Molte persone, migliorando la propria tiroide, sono anche dimagrite, ma la dieta di Ray Peat è un’alimentazione non finalizzata al dimagrimento: sta alla persona moderarsi nelle quantità. Questa dieta è invece adatta a chi ha problemi di metabolismo lento e tiroide. Il dimagrimento può essere una conseguenza. Tra i seguaci di Ray Peat, Danny Roddy è quello che ha parlato di come la dieta di Peat l’abbia aiutato a rinforzare il cuoio capelluto e uscire dall’incubo della calvizie: Roddy infatti parla qui di dieta anti-calvizie riferendosi alla dieta di Ray Peat.