Le diete più popolari per l’estate

Secondo una recente indagine promossa dalla compagnia e dai motori di ricerca Jetcost, ben l’88% degli italiani intervistati si è messo a dieta per l’estate con risultati a quanto pare modesti: una media di 3 kg persi in 5 mesi. Le diete più popolari per rimettersi in forma per l’estate sono, in ordine di voti:
– la dieta low carb o chetogenica
– la dieta low fat o a basso contenuto di grassi
– la dieta fast o 5:2
– la dieta vegetariana o vegana ipocalorica.
Sebbene sia stupido parlare di uno standard nella perdita di peso, stare a dieta per 5 mesi per perdere 3 kg è un risultato poco incoraggiante. Quali sono i motivi per cui pur seguendo le diete più popolari che promettono grossi risultati, le persone non dimagriscono come vorrebbero? Tenterò in base alla mia esperienza di dare delle risposte.

DIETE PIÙ POPOLARI: PERCHÉ NON MANTENGONO LE PROMESSE?
1) Perché le calorie contano:
un luogo comune duro a morire è che se fai una dieta low carb non c’è bisogno di contare le calorie. Cosa non vera. La dieta low-carb non va protratta a lungo, e se non è fatta tagliando le calorie, quello che perdiamo è solo acqua, in sintesi. Appena si riprende a mangiare normalmente, il corpo recupera l’acqua per gestire i carboidrati. Ecco spiegato perché chi segue una low carb senza contare le calorie riprende peso. In realtà non l’ha mai perso davvero. Stesso problema ovviamente se si segue una dieta vegetariana o vegana: le proteine animali non causano sovrappeso. Semmai, eliminando o riducendo molti prodotti di origine animale si riducono anche i grassi naturalmente contenuti in essi, e questo è ok se però non assumiamo troppe noci, mandorle, semi oleaginosi, altrimenti è come togliere grassi da un lato e introdurli dall’altro. Quindi chi fa una dieta vegetariana o vegana per perdere peso deve per forza considerare anche le calorie. Un conto è la scelta etica, un altro quella dietetica. Infine, la dieta fast: il problema è che se mangi anche pochissimo due giorni a settimana ma negli altri mangi molto di più, il risultato è che non perdi affatto peso. Molte persone compensano nei giorni liberi: tanto sono stati a dieta molto restrittiva due giorni, no? Sì, ma quel vantaggio avuto con i due giorni di dieta SPARISCE se mangi di più per ben cinque giorni.

2) Perché non è personalizzata: se dovessi guadagnare un euro per tutte le persone che sbagliano a fare la dieta chetogenica, mangiando troppe proteine o non riducendo adeguatamente i carboidrati, credo che ora vivrei stabilmente alle Maldive. Ogni approccio dietetico va personalizzato. Le diete più popolari funzionano solo per chi le sa seguire, ovvero per chi ha quelle conoscenze base per capire quanti carboidrati, proteine e grassi mangiare per il suo fisico e il suo fabbisogno energetico. Su una persona che si affida a un nutrizionista o sa come personalizzare la dieta da solo, cento non lo sanno fare.

3) Perché ci si stufa: se sei a dieta ipocalorica per cinque mesi di fila non perdi solo tre chili. Qualcosa non va: o la dieta non era davvero ipocalorica o non è stata seguita per cinque mesi di fila. E io punto alla seconda: non ha senso dire di stare sempre a dieta se poi il vero impegno dura solo due o tre settimane, e poi c’è il week end, la pizzata, il matrimonio eccetera. Tantissime persone si sentono a dieta pur non essendo a dieta. Si limitano per un po’, poi smettono, poi rifanno quella o un’altra dieta: ovvio che così non si ottengono risultati!