Le solanacee fanno male? Sono tossiche?

Sempre di più il web si trasforma in una trappola alimentare: fioccano articoli che ci suggeriscono di limitare i cibi, e mode dietetiche che ci influenzano a considerare cibi innocui come possibili veleni da evitare come la peste, o possiamo avere degli effetti così nefasti che al confronto gli effetti collaterali degli antibiotici sono una bazzecola!

Solo a volersi documentare meglio, si scopre che i timori su questi cibi sono assolutamente infondati, e che se proprio ne abbiamo timore basterebbero normalissime regole per aiutarci a vivere e mangiare con serenità: ma se anche non seguissimo alcuna regola, il nostro corpo non finirebbe avvelenato mangiando questi cibi.

Il guaio è il tempo. Mentre è facilissimo che la bufala alimentare si faccia strada nella rete (quante cose condividiamo su facebook per poi scoprire che non sono vere?), ci vuole tempo e pazienza e un po’ di ricerca per sfatarla.

Oggi mi occupo delle solanacee: per intenderci quei vegetali e quei frutti, tra cui i pomodori, i peperoni, le patate e le melanzane, che secondo alcuni conterrebbero solanina e altre sostanze antinutrienti tossiche per l’uomo, con effetto infiammatorio e addirittura aggravante di alcune patologie (l’artrite).

Ma è davvero così? Dopo aver sentito persino dei medici parlare male delle solanacee (Berrino, l’epidemiologo), mi sono documentata attentamente, andando alla ricerca di studi scientifici che provassero qualcosa. E questo è quello che ho trovato.

1) La famiglia delle solanacee è vasta: tra le solanacee, ci sono anche il tabacco e le bacche di goji. Quindi evitare la melanzana per poi mangiare le bacche di goji, che poi disidratate dovrebbero avere più concentrazione di antinutrienti (precisamente, di alcaloidi), è una sciocchezza. Anche i peperoncini, e tutti i vegetali della famiglia dei Capsicum sono solanacee. Esistono alcune specie di solanacee tossiche per gli esseri viventi. Ma tra queste NON rientrano le specie che mangiamo.
2) Tra le accuse alle solanacee, la loro antica origine tropicale, e dunque estranea al nostro particolare ecosistema da clima temperato: fatemi capire.
Avocado, cocco e banane vanno bene, e i pomodori no?
Dite che nei nostri climi le patate e i pomodori ci sono solo da pochi secoli, e però poi mangiate:
quinoa (praticamente tutta sudamericana), datteri, farine di tapioca, sciroppo di agave, prodotti a base di aloe, prodotti con olio di palma e di colza, vaniglia del madagascar, cacao del perù, caffè colombiano, grano Kamut.
Quando uno dice la coerenza…
(SEGUE A PAGINA DUE)



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