Lifting seno e mastopessi

liftsenoIl seno di una donna, formato in prevalenza da tessuto adiposo e ghiandole, tende a perdere elasticità e tono in seguito all’età, perdendo parte del volume e tendendo ad abbassarsi, ma anche il parto e l’allattamento, le diete e i cambiamenti nel corso della vita influenzano la sua forma e tonicità. Molte donne, più che una mastoplastica additiva, vorrebbero un seno che stesse un po’ più su e in loro aiuto il chirurgo può proporre una mastopessi.
La mastopessi è un lifting al seno, cioè un procedimento chirurgico che restituisce tonicità e volume al seno svuotato dagli allattamenti e abbassato dalla forza di gravità. Chiaramente, poiché non si può fermare il tempo e impedire a un seno “greve” di abbassarsi, la mastopessi ideale è quella su un seno piccolo e poco consistente, mentre seni voluminosi e pesanti sono purtroppo soggetti sempre a un rilassamento cutaneo dovuto al peso delle mammelle, oltre a presentare esiti cicatriziali esteticamente più importanti.
Tuttavia, anche quando lo si traduce con un termine disinvolto come “lifting”, la mastopessi non è un intervento trascurabile da un punto di vista chirurgico. Prima dell’intervento la paziente deve astenersi da terapie farmacologiche particolari e dal fumo. Inoltre è consigliabile che non abbia intenzione di avere una gravidanza, non perché la mastopessi comprometta l’allattamento, ma perché un parto e un allattamento vanificherebbero di molto l’intervento, dato che causano un aumento del volume del seno e uno svuotamento successivo. O, ancora, la paziente non deve mostrarsi intenzionata a fare una dieta importante dopo l’intervento: anche in questo caso, una perdita massiccia di peso tenderebbe a svuotare la mammella e a farle perdere tono.
L’intervento, in anestesia generale o locale, può essere affrontato con diverse tecniche, più o meno invasive a seconda della conformazione del seno della paziente. In genere si fanno tre incisioni, una sull’area del capezzolo, che dopo il lifting verrà riposizionato, una verticale tra il capezzolo e l’attaccatura del seno, una che segue la curva inferiore del seno. Dato il genere di intervento, la paziente potrebbe essere sottoposta a drenaggio, e subito dopo l’intervento, che dura circa due ore, deve essere allettata per almeno 24 ore, e muoversi poco per non causarsi emorragie nei giorni successivi. Una maggiore consistenza può essere data con l’inserimento di una protesi. La medicazione a protezione delle suture è importante, e non permette molto agio alla paziente. Il seno, dopo l’intervento è molto gonfio, i segni di sutura saranno rossi per mesi e sono possibili infiammazioni di entità trascurabile. L’aspetto migliorerà con il tempo, e il risultato finale si otterrà dopo alcuni mesi.
Quali sono i costi? I costi di una mastopessi sono variabili: da un minimo di quasi tremila euro fino a sei/settemila euro.

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