Plant Paradox Diet: la dieta a basse lectine

Ne avevamo già parlato in due articoli: la dieta del dottor Gundry, o Plant Paradox Diet, è una dieta che punta il dito contro gli antinutrienti delle piante, compresi legumi e cereali. Secondo il dottor Gundry, cardiologo, esisterebbe infatti un “paradosso delle piante”. Ovvero, le piante avrebbero delle sostanze, le lectine, che ci limitano l’assorbimento di vitamine e sali minerali, causando numerosi problemi di salute.
E sovrappeso.
In America il libro del dottor Gundry ha avuto un successo incredibile. D come Dieta ne aveva dato notizia qui: “Le lectine fanno ingrassare?“, e in un secondo articolo aveva parlato della cantante Kelly Clarkson, che proprio con questa dieta a basse lectine avrebbe perso ben 17 chili. 
Ma cosa sono le lectine?
Si tratta di una famiglia di proteine contenute nelle piante e dunque di riflesso nei vegetali, compresi i cereali e i legumi.
Tra le lectine, abbiamo anche il glutine. In Italia è uscito un libro di Gundry, dal titolo provocatorio: “La verdura fa male?” (edito da Piemme).
D come Dieta cercherà quindi di affrontare la questione tra pro e contro.

DIETA A BASSE LECTINE: THE PLANT PARADOX DIET

I pareri contro.

Moltissime persone hanno accolto con scetticismo la tesi del dottor Gundry. Questo perché verdure, legumi e cereali sono la base della dieta di molte popolazioni longeve, sono menzionate dalla quasi totalità degli studi come utili per ridurre il rischio cardiovascolare, la sindrome metabolica, e per migliorare la flora batterica intestinale. Inoltre anche il rischio di mortalità è minore nelle persone che mangiano più vegetali e fanno una dieta a base vegetariana.
Altro fattore spesso contestato al dottor Gundry è di essere un cardiologo, dunque di non avere conoscenze adeguate in campo nutrizionale. Inoltre sappiamo che la cottura, l’ammollo dei legumi, la lievitazione naturale per i cereali integrali, e la germogliazione sono tutti processi che riducono notevolmente la portata infiammatoria delle eventuali lectine.

I pareri favorevoli.

D’altra parte però sono tantissime le persone che hanno problemi intestinali quando consumano verdure crude, cereali integrali e legumi. Da una parte questi vegetali contengono in misura maggiore o minore sostanze fito-estrogeniche. Da ultimo, un consumo eccessivo di questi vegetali, cereali e legumi è associato a malassorbimento intestinale.
Infine, oggi sappiamo che accanto alla celiachia esiste una sensibilità al glutine. Così come alcune sostanze delle piante sono per esempio gozzigene. Per esempio la pesca, le crucifere (crude), il miglio rosso sono correlati a problemi alla tiroide. E che dire degli ossalati? Si tratta di sistemi di difesa della pianta che possono danneggiare se in eccesso anche la salute dell’uomo.
Alcuni studi collegano poi le lectine alle malattie auto-immuni.
Da ultimo, la dieta a basse lectine è restrittiva ma fattibile.

Fare o no questa dieta?

Il mio consiglio, “paradossalmente”, è di provarla per una settimana.
Se la pancia si sgonfia, la regolarità intestinale migliora e perdiamo un chilo evitando alcuni cibi, forse Gundry non ha (completamente) torto.

Vediamo il piano a pagina due. (SEGUE A PAGINA DUE)

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