Quanta carne mangiare? ll dietrofront della scienza

Non ci sono evidenze scientifiche per cui eliminare la carne dalla dieta faccia bene. Al contrario, esistono 5 grossi studi che confermano che mangiare carne non è dannoso per la salute.

Possiamo tradurre in queste due frasi i risultati delle nuove linee guida sull’alimentazione del prestigioso Annals of Internal Medicine, tenuto dall’American College of Physicians (ACP).

Le linee guida, suddivise per pdf che tutti possono leggere gratuitamente, elencano punto per punto la raccolta di ben tre grosse metanalisi su un campione totale di circa 13 milioni di partecipanti, e un totale di 4 analisi sistemiche.

Tutto questo mare di dati, spiegati dettagliatamente, rivelano che non c’è rischio alcuno a fare una dieta che includa la carne e persino qualche salume di buona qualità, purché in dosi molto moderate. A meno che non ci siano ragioni etiche per cui uno non voglia consumare carne.

Nell’editoriale anzi si legge che quello che le persone pensano sulla carne è il risultato di un effetto Dunning–Kruger.
Ovvero: meno ne sanno, scientificamente parlando, sulla carne, più le persone credono di sapere.

Inutile che vi dica che la nuova posizione dell’American College of Physician ha scatenato e sta scatenando il putiferio tra i medici.
Che parlano di “pericoloso dietrofront”. Ma è davvero così?
Mentre gli scienziati si prendono a male parole a colpi di redazionali, interviste e commenti, cerchiamo di capire come l’ACP sia arrivata a questa conclusione.

MANGIARE CARNE NON FA MALE? E QUANTA CARNE MANGIARE?
IL PARERE DELL’ACP

  • Prima di tutto.
    No, non ci sono finanziamenti di potenti lobbies dietro l’ACP. In nessun modo. E tutti gli studi che hanno preso in esame, ovvero delle metanalisi e delle analisi sistematiche (la raccolta e l’esame di più studi sullo stesso argomento) non sono finanziante da nessuno.
    Gli studi hanno preso in esame vari rischi di salute legati al consumo di carne rossa e carne lavorata.
  • Rischio di cancro e malattie cardiovascolari.

    Analizzando centinaia di studi giungono alla conclusione che le evidenze scientifiche che collegano il consumo di carne al rischio di malattie non trasmissibili come il cancro è basso o bassissimo.

  • False credenze sulla dieta onnivora.

    Analizzando centinaia di studi giungono alla conclusione che esistano false credenze sulla dieta che comprende un consumo di carne. Come quella per cui chi fa una dieta che include carne ne mangi troppa. O quella per cui se gli onnivori sapessero con certezza che la carne fa male non riuscirebbero a rinunciarci, quasi esistesse una dipendenza.

  • Quantità di carne consumata e rischio di tumore di ogni tipo.

    Analizzando 118 studi, giungono alla conclusione che i benefici di ridurre a tre porzioni settimanali carne e derivati sono minime in rapporto al cancro del colon-retto e intestinale, molto basse per tutti gli altri tipi di cancro.
    Gli studi inclusi non dovevano avere meno di mille partecipanti. Totale complessivo per questo report: oltre 6 milioni di partecipanti.

  • Quanta carne mangiare secondo le attuali linee guida mondiali.

    Analizzando gli studi che hanno portato alle linee guida adottate dai vari Paesi, gli esperti dell’Acp sottolineano che queste raccomandazioni sono basate su studi solo epidemiologici e osservazionali, ma non su studi che correlano una causa (mangiare carne) a un effetto (ammalarsi di più). Questo tuttavia NON vuol dire che i ricercatori neghino un’associazione tra consumo di carne e rischio di malattie.
    Qui affermano che non ci sono evidenze sufficienti per dire che la carne causi le malattie (parlano di certezza di evidenze bassa o bassissima a seconda dei casi). Concludono che stando nei limiti delle linee guida attuali nel consumo di carne non ci sono problemi per la salute. In sostanza confermano quanto già scritto dall’Airc relativamente al consumo di carne e insaccati dello Iarc. Né più né meno.
    Veniamo alle conclusioni più pratiche a pagina due. (SEGUE A PAGINA DUE)

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