Una dieta con pochi carboidrati contro il diabete di tipo 1

Una dieta con pochi carboidrati, in una quota inferiore ai 36 grammi netti al giorno (che sarebbero l’equivalente di tre porzioni grandi di verdura e un frutto medio) potrebbe migliorare la vita dei pazienti affetti da diabete di tipo 1, ovvero quelle persone che soffrono di una specifica condizione autoimmune che le rende incapaci di produrre insulina.

Lo studio, condotto dai ricercatori Belinda Lennerz e David Ludwig del Boston Children Hospital su un campione di circa 500 persone, di cui il 42% bambini, ha infatti stabilito come una dieta con solo il 5% delle calorie giornaliere totali su esempio della dieta Bernstein (la Diabetes Solution di cui avevo dato un esempio indicativo in questo approccio low carb) riuscisse a tenere a bada anche il diabete di tipo 1, riducendo le somministrazioni di insulina nei pazienti. Precedenti studi su una dieta con pochi carboidrati di tipo chetogenico avevano infatti evidenziato già dei miglioramenti nelle persone affette da diabete di tipo 2, ma questo è il primo studio che utilizza la stessa dieta per curare una patologia autoimmune come quella del diabete di tipo 1.

L’ottanta per cento del campione si è detto molto soddisfatto dei miglioramenti di salute, sebbene la proposta di utilizzare una dieta con pochi carboidrati nella gestione del paziente diabetico non sia esente da critiche: il rischio infatti è quello che incorra nell’ipoglicemia, che però sarebbe ridotto dalla chetosi e dalla fat-adaptation, quel processo per cui il corpo si adatta a usare i grassi e non i carboidrati come fonte primaria di energia, mantenendo così stabile la glicemia nel sangue.

Visti i rischi, però, c’è la necessità di ulteriori studi per capire se una dieta con pochi carboidrati sia efficace anche nel diabete di tipo 1, anche perché lo studio è durato solo tre mesi: inoltre il fai da te è assolutamente sconsigliato e potrebbe essere pericolosissimo.
Chi vuole tentate un approccio di dieta chetogenica e soffre di patologie come quella diabetica, insomma, deve sempre rivolgersi a medici competenti. Provare a fare da soli in questo caso potrebbe essere fatale.

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