La dieta mediterranea funziona, sì o no?

dieta mediterraneaNon so se conoscete com’è nata la definizione di dieta mediterranea, oggi uno stile alimentare patrimonio dell’Unesco: viene un famoso scienziato a Salerno verso gli anni Cinquanta, nota come mangiano i salernitani (molti cereali, grande attenzione a frutta e verdura, olio d’oliva per condire, pesce) e lo chiama “dieta mediterranea“. Questo, ovviamente, a voler semplificare. Ne è nato uno stile di vita che sulla carta è salutare, che ha fatto vivere bene i nostri nonni, ma che attualmente si è trasformato in un consumo troppo esagerato di pasta, pane e riso rispetto alla nostra vita di oggi. Fateci caso. Oggi siamo più sedentari di ieri. Per chi come me ha studiato qualche libro di demografia dei secoli passati, già nel Seicento le famiglie consumavano legumi poveri, verdura in foglia, cereali, carne e pesce. Quando potevano consumare questi alimenti! La realtà è un’altra: nel Sud Italia, culla della dieta mediterranea, si faceva e si è fatta la fame fino agli anni Cinquanta. Per i cereali si mangiavano legumi (soprannominati la carne dei poveri), pane nero, la pasta quando iniziò a vendersi si comprava sfusa, la frutta era un lusso, il pesce e la carne solo nei giorni di festa, per il resto grasso e frattaglie. Anche le zone costiere non mangiavano pesce tutti i giorni (a parte forse le famiglie dei pescatori, comunque una minoranza anche nelle zone portuali, dove c’era commercio). Lo zucchero era uno sconosciuto. Questa era la dieta mediterranea di una volta.



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di Eleonora Bolsi tempo di lettura: 3 min